Film in concorso

Primo Premio Città di Sondrio e premio Giuria degli Studenti 2016

Polar Bear Summer

di Klaus Scheurich - Produzione: Marco Polo Film AG – Broadcaster: Smithsonian Networks, Westdeutscher Rundfunk (WDR) - Germania 2015 – Durata: 52 min. - Area trattata: Area sud-occidentale della baia di Hudson, Canada

Gli orsi polari sono i dominatori dell’Artico: sono adattati alla vita sul ghiaccio e sulla neve. Tuttavia c’è un luogo dove ogni estate, per diversi mesi, si trovano arenati sul terreno. Come riescono a sopravvivere in un ambiente a loro estraneo? Con le temperature in continuo aumento sul pianeta, osservando il destino di questi animali, possiamo cogliere qualche speranza sulla sopravvivenza delle specie in generale?

Premio Parco Nazionale dello Stelvio e Premio "Achille Berbenni" assegnato dalla Giuria del Pubblico 2016

Making an Ancient Forest

di Rita Schlamberger – Produzione: ScienceVision – Austria 2015 - Durata: 52 min. - Area trattata: Parco Nazionale Kalkalpen, Austria

Il documentario si addentra nell’esplorazione delle remote foreste del Parco Nazionale Kalkalpen (Alpi Calcaree), in Austria, la più vasta area di wilderness delle Alpi. Questo ambiente abbandonato e non sfruttato dall’uomo da quasi un quarto di secolo, è dominato dal drammatico ciclo di crescita e decadenza della foresta. Quello che a prima vista sembra solamente devastazione e distruzione in realtà fa parte del fondamentale processo di rigenerazione e trasformazione che riporta la foresta alle sue condizioni naturali dei primordi, permettendo anche il ritorno, dopo 115 anni di assenza da questi territori, della lince.

Premio "Regione Lombardia" 2016

Le Clan des Renards

di Anne e Erik Lapied – Produzione: Lapied Film – Francia 2015 – Durata: 69 min. – Area trattata: Parco Nazionale Gran Paradiso, Italia, Alpi francesi

Nel cuore della Savoia e del Gran Paradiso si trovano dei santuari in quota che concentrano tutto il selvaggio splendore delle Alpi. Ma come si possono immaginare luoghi come questi senza le volpi e i lupi? Il documentario, girato interamente con animali selvatici in libertà, racconta la vita lungo un anno di un clan di volpi di montagna. Un giorno di neve, cinque volpacchiotti vengono al mondo in una cavità fra le rocce, a 1.800 m. di quota. Se nei premi mesi di vita condividono tranquillamente il territorio con camosci, marmotte e stambecchi, alla fine dell’estate la tensione aumenta. Non potranno rimanere tutti. La loro vita da quel momento sarà una serie di sfide all’interno del clan per alcuni e di spostamenti alla ricerca di un proprio territorio per altri.

Menzione speciale 2016

America’s National Parks - Yellowstone

di Oliver Goetzl – Produzione: Gulo Film Productions – Germania 2015 – Durata 55 min. – Area trattata: Yellowstone National Park, Grand Teton National Park, U.S.A.

Pochi luoghi al mondo sono unici e speciali come Yellowstone, il primo Parco Nazionale americano! Un paradiso di wilderness, con vaste foreste e valli aperte che ospitano grandi mandrie di bisonti, branchi di lupi e orsi grizzly. Il territorio di Yellowstone si trova sopra uno dei più grandi supervulcani attivi del pianeta, che dà vita ad alcuni leggendari fenomeni geotermici come il geyser “Old Faithful” e la sorgente d’acqua calda “Grand Primastic Spring”. La realizzazione del documentario ha richiesto tre anni di riprese.

Jumbo Wild

di Nick Waggoner – Produzione: Sweetgrass Productions – Stati Uniti 2015 - Durata: 60 min. – Area trattata: Jumbo Valley, British Columbia, Canada

Il documentario ritrae tutti gli aspetti di uno scontro epico fra i fautori della protezione della wilderness e quelli dello sviluppo turistico nella leggendaria Jumbo Valley, in British Columbia, evidenziando la tensione fra le esigenze di tutela e gli interessi in continua crescita rivolti allo sfruttamento delle aree incontaminate. Infatti, la proposta del progetto di un comprensorio sciistico su vasta scala minaccia la ricca wilderness della catena dei monti Purcell, attuale meta privilegiata per lo sci fuori pista e lo snowboard, oltre che luogo sacro per i nativi americani e parte del più importante corridoio ecologico per gli orsi grizzly del Nordamerica.

Wild Albania – In the Land of the Eagle

di Cornelia Volk – Produzione: Looks Film & TV Produktionen – Germania 2015 – Durata 44 min. – Area trattata: Parchi Nazionali Theth, Valbona, Divjaka-Karavasta, Butrinto, Abete di Hotova, Albania

L’Albania è un paese ricco di tesori naturali nascosti. Nelle altezze delle montagne note come “Maledette” un arruffato piccolo di aquila reale viene alla luce. Lungo la costa i pellicani dalmati sono già impegnati a nutrire la prole. Gli orsi bruni si aggirano fra le foreste e i prati rigogliosi delle catene montuose più basse, dove ci si può imbattere anche in una mandria di fieri cavalli albanesi. Le testuggini palustri europee e i pipistrelli “ferro di cavallo” trovano rifugio in alcuni monumenti che testimoniano le vicissitudini storiche del Paese. Il documentario offre molte visioni aeree dei luoghi, come se fossero proprio lo sguardo dell’aquila, tornando spesso al nido dove il pulcino bianco cresce per diventare il grande animale emblema dell’Albania.

Giraffe – Up High and Personal

di Herbert Ostwald – Produzione: Terra Mater Factual Studios - Coproduzione: National Geographic Channel – Austria 2015 – Durata: 50 min. - Area trattata: Savana del Kenya, deserto della Namibia

Zampe e collo lunghissimi, grandi occhi: le giraffe sono le star della savana africana. Ma questi giganti gentili hanno anche altre caratteristiche: un corpo eccezionale, un’etologia particolare e una vita sociale segreta. Di solito le giraffe fanno da sfondo decorativo nei film girati nella savana, ma questo documentario offre una visione fresca e ravvicinata degli animali più alti del pianeta, rivelando nuovi aspetti della loro vita segreta, ripresa negli habitat della savana in Kenya, delle praterie sudafricane e del deserto in Namibia.

Kunság – The Secret Life of the Hungarian Puszta

di Szabolcs Mosonyi - Produzione: NatFilm Hungary – Ungheria 2015 – Durata: 52 min. – Area trattata: Parchi Nazionali Kiskunság e Körös-Maros, Ungheria

Al centro del bacino dei Carpazi, fra il Tibisco e il Danubio, l’ambiente è simile a quello altre pianure europee, un tempo modellato dai venti e dai fiumi, oggi condizionato dalle attività umane. Tuttavia, la Grande Pianura ungherese è diversa. Possiede una vita segreta, scandita in ogni momento da eventi interessanti: nei pascoli sconfinati i maschi della grande otarda si affrontano nella stagione degli amori; con le migrazioni degli uccelli, in primavera e autunno, i bianchi laghi salmastri sembrano affollati aeroporti. Gruppi di giovani aquile cacciano goffamente e il vento accumula la sabbia fino a formare montagnole alte 30-40 metri, scavate incessantemente dai conigli. Il gufo di palude sbatte le ali e gli sciami di efemere sui fiumi quasi nascondono alla vista la riva opposta.

Amur – Asia’s Amazon – The Black Dragon

di Klaus Feichtenberger – Coproduzione: Terra Mater Factual Studios, Interspot Film, NDR Naturfilm Doclights in associazione con ARTE France – Austria 2015 - Durata: 50 min. - Area trattata: Fiume Amur, Cina, Russia, Corea del Nord

In Cina, il corso medio del fiume Amur è chiamato “Drago nero”. Scorre attraverso l’antica Manciuria e costituisce il confine naturale fra Cina e Russia. Fino a tempi recenti, questa era una zona militare inaccessibile, condizione che ha favorito lo sviluppo di boschi, zone umide e fauna. Anche il fatto che il fiume segni il confine fra le due superpotenze ha impedito la costruzione di dighe che interrompano il suo corso, situazione sempre più rara sul pianeta. Il documentario mostra come la Cina, dopo anni di sfruttamento agricolo del territorio su vasta scala stia cominciando a ripristinare le zone umide e i boschi per favorire il ritorno della fauna.

Island of Montecristo, Wild Tyrrhenian Sea

di Ennio Boga – Produzione: Studio Boga – Italia 2015 – Durata: 28 min. – Area trattata: Isola di Montecristo, Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Italia

Dal cuore liquido dell’Europa emerge un’isola dal profilo inconfondibile: è Montecristo. Resa famosa in tutto il mondo dal romanzo di Dumas, frequentata per più di un millennio dai monaci seguaci di San Mamiliano, ora costituisce il territorio europeo più selvaggio e protetto. Il documentario descrive la bellezza drammatica e inquietante del luogo, le tracce lasciate dall’uomo, gli aspetti naturalistici più caratteristici e le iniziative per il rewilding e la conservazione della biodiversità.

 

Magical Moors

di Jan Haft – Produzione: Nautilusfilm – Germania 2015 – Durata: 93 min. – Area trattata: zone umide, Danimarca, Finlandia, Germania, Norvegia, Repubblica Ceca, Svezia

Misteriose e minacciose, eppure di una bellezza incantevole e altamente evocative, il paesaggio delle paludi e delle zone umide da tempo immemorabile alimenta la nostra immaginazione e ispira artisti e poeti. Sono terre di contrasti: le vaste e aperte brughiere, spoglie e spazzate dai venti in inverno, si trasformano in estate in soffici e bianchi tappeti di eriofori. Grandi orsi e lupi si aggirano, mentre si echeggiano i richiami del fagiano di monte e del croccolone. Pur essendo uno degli ambienti più antichi del pianeta, paludi e zone umide sono ancora poco conosciute e riservano sempre indimenticabili sorprese. Il documentario mostra la bellezza e la magia all’interno di questi territori e lancia un chiaro appello: proteggiamo e salviamo le nostre ultime zone umide!

America’s National Park - Saguaro

di Yann Sochaczewski – Produzione: NDR Naturfilm Doclights – Germania 2015 – Durata 48 min. – Area trattata: Saguaro National Park, Arizona, U.S.A.

Il Parco Nazionale del Saguaro, in Arizona, si distingue come ambiente desertico unico nel Nordamerica. Il cactus Saguaro, icona del sud-ovest degli Stati Uniti, domina su tutto il territorio; alcune di queste piante raggiungono i 200 anni, nonostante le radici poco profonde che le ancorano precariamente al suolo. All’ombra dei Saguaro, una grande diversità di fauna e flora trasforma un ambiente apparentemente in ospitale in un’oasi per la vita selvatica, anche grazie alla cosiddetta “quinta stagione”, che porta temporali e forti piogge. Dopo le brevi ma intense precipitazioni, i fiori selvatici fioriscono con inaspettata bellezza e molti animali, grandi e piccoli, ricompaiono dalle crepe e cavità del terreno per approfittare di questa nuova esplosione di vita.